Il femminismo dopo Nicki Minaj

Ultimamente vanno molto di moda i video di coppie che si drogano e party girls sregolate. Da  “We were born to die” della plastic doll Lana del Ray, “We found love” di Rihanna, l’apparentemente innocua Katy Perry e i suoi vestiti con i puffi e ultima ma non per scarsa “importanza” Niki Minaj. Prendiamo per l’appunto un viedo a caso di quest’ ultima rapper (??) che si intitola “Beez in the trap” letteralmente “Troia in trappola”.

Una donna di colore, con una parrucca bionda, pesantemente truccata e vestita rosa confetto è accovaciata dietro una rete di filo spinato da dove ripete per due volte la frase “Una troia è in trappola, anche un centinaio di figli di puttana non possono dirmi niente”. L’immagine della cantante, si alterna alle immagini di una discoteca, annunciata dall’inquadratura di una mirror ball argentata. Le inquadrature, in montaggio alternato, sono in ordine: un sedere fasciato da perizioma fluo, un paio di scarpe dal tacco 12 che manco in tangenziale, e un paio di tette presumibilmente di plastica – tutti e tre primi piani.  Il video si sposta poi nel club, dove la cantante è seduta con altre due donne ammicanti con tette spremute da push up ( le magliette erano terminate, forse) che maneggiano bigliettoni da cento. Donne seminude+soldi+club.

Le ragazze iniziano ad ammicare tra di loro mentre in sovraimpressione passano delle altre donne in intimo e calze autoreggenti a rete, Nicki Minaj sventola dei soldi a mo’ di ventaglio e via andare. Nel terzo ambiente interviene il nero con catene e super tatuaggi di turno. Incommentabile. Si aggiungono le ragazze vestite come sopra, che in studio di posa con fondo grigio ammicano tra di loro sculettando verso l’obbiettivo.

Segue il rallenty di una lap dancer in perizoma, con conseguente screening ginecologico. Potrei continuare, ma vi consiglio di vedere con i vostri occhi la porcata qui. Non so a cosa pensino i team di marketing durante l’ideazione; ma il target, ammesso che ce ne sia uno per questa tipologia di video clip, non è sicuramente la fascia di quattordicenni che guarda MTV.

Lasciamo le considerazioni riguardo a qualità e contenuti ai posteri. Ciò sulla quale vorrei concentrarmi è la frase di un mio amico che abita a Baltimora e che mi ha raccontato di come le ragazze, nei club, imitino i video musicali: ballando come nei video e vestendosi come nei video, vi risparmio i dettagli più trash. Questo comportamento, forse non troppo diffuso in europa è comunque lo specchio dei valori che vanno a costituire l’immaginario della maggior parte della popolazione occidentale. Quello che voglio dire, è che tutto questo non è lontano dal Bunga Bunga. In poche parole, questo è ciò alla quale oggi si aspira, anche in virtù di un revival semplicistico della filosofia del “Carpe diem”. Poichè i valori “tradizionali” sono scomparsi, e non c’è più nulla di sicuro ( siamo comunque la generazione figlia del novecento, due guerre e un lapidario “Dio è morto” pesano sulla nostra storia) bisogna godere della vita ora; siccome la precarietà è tutto ciò che è rimasto tanto vale vivere al massimo il presente, e quindi party selvaggio.

A parte quest’ analisi sociologica un po’ pallosa, ci sono altre due cosette che mi preme dire: sempre sulla linea tette di plastica, droga e club. (Ormai Sex, drug and Rock’n’roll è roba da salutisti.)

Le nostre nonne e zie ormai un po’ agée non hanno bruciato mutande e reggiseni per questo, bimbe. L’hanno fatto per altri motivi molto più importanti: perché potessimo avere stipendi pari a quelli dei nostri amici a tre zampe, perché potessimo essere trattate al loro pari. Non perché potessimo comportarci come degli uomini con le palle ad una diversa latitudine. Non è necessario fare il peggio che fanno gli uomini per essere come loro. Le donne possono essere donne con le palle, ma senza bisogno di sputtanarsi. Usare “il proprio corpo” per ottenere ciò che si vuole non vi renderà più libere, ma solo più schiave di voi stesse. Sarete il vostro stesso carnefice, e ciò che otterrete è solo di essere merce di scambio, non individui liberi. L’illusione che siccome siete libere potete vendervi al migliore offerente senza conseguenze, è appunto, un’ illusione.

Se volete farvi i capelli rossi, platino, rosa, blu… fate pure: i capelli potete sempre tingerli di un altro colere. Potete sempre tornare indietro. Ma nessuno vi darà indietro la vostra dignità perduta. No, non siamo state liberate per questo.  E non ditemi che il mondo della musica è migliore con Nicki Minaj. Sono davvero pochi gli esseri che su questa terra hanno potuto vivere esistenze sregolate guadagnandosi un posto nell eterna memoria e nella hall of fame. E le “signorine” qui sopra non fanno sicuramente parte dell’elenco.

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