#arte&moda – Dadaismo

Dadaismo –  Dada è un movimento artistico e culturale eterogeneo che si sviluppa a Zurigo attorno al 1916. Come scrive Tristan Tzara nel Manifesto Dada 1918 “Dada non significa nulla, è solo un suono prodotto della bocca”. Si, perché Dada è anti arte, è non arte. E’ l’arte che rifiuta l’arte. Nel vasto calderone che questo movimento è stato si annoverano pittori, fotografi, poeti.

Come tutti i movimenti avanguardisti e post avanguardisti, Dada, riguarda la vita, non solo l’arte. Molti artisti aderirono a questo breve ma intenso movimento: tra di loro annoveriamo Marchel Duchamp, che diede il suo contributo più importante  attraverso il Ready Made. La forma d’arte che non è arte, o meglio lo è perché ci mettiamo d’accordo sul fatto che è tale: è la vita stessa che entra a far parte dell’arte. Un altro artista che diede il suo decisivo apporto al movimento fu Man Ray, che attraverso la sua fotografia ritrae composizioni, oggetti, sovrappone forme, reinventando i mondi sui quali guardare.  Francis Picabia, altro creatore di visioni oniriche, di volti fuori dal tempo, un arte già impossibile da spiegare, da guardare: dentro la quale tuffarsi. Hugo Ball che al Cabaret Voltaire si esibiva in buffi spettacoli con improbabili e sognanti costumi di scena, realizzati in parte con il cartone, quasi sulla scia del collage. Contatti con il mondo Dada e con Francis Picabia li ebbe anche la sarta Elsa Schiapparelli, che fu largamente ispirata dal movimento che nacque dalle ceneri del Dada: il Surrealismo. Il dadaismo influenzò notevolmente la fotografia, anche quella di moda.  Erwin Blumenfeld un esponente del Dada berlinese lavorò per esempio a  Parigi per Paris Vogue e poi a New York presso Vogue ed Harper’s Bazar dove ebbe l’opportunità di sviluppare idee come collage, fotomontaggi  dando vita ad una fotografia sognante e nuova, diventando uno dei primi “Fashion Photographers”. Le foto di questo artista risultano essere più che mai attuali: gli specchi usati per moltiplicare una figura, giochi di forme, luci e ombre: una donna ritratta in bianco e nero ci fissa seminascosta dietro un cappello di paglia, al colletto della camicia sono cuciti dei piccoli violini trombette e tamburi, suggestioni ironiche, sognanti, strampalate. Foto che segnano per sempre la storia della fotografia, influenzando generazioni: una donna si tiene ad un impalcatura in ferro- è la Tour Eifel –  sospesa sulla città mentre con l’altra mano alza l’ampia gonna di un lungo vestito. La ragazza è Lisa Fossangrives, è il numero di Vogue maggio 1939. Nel 1950 Erin Blumenfeld era il fotografo più pagato del mondo. Movimento padre di tutte le anarchie, di tutto l’anti il Dada può essere considerato precursore e movimento ispiratore del Punk, rifiuto dei canoni comunque siano essi intesi, anche nell’abbigliamento. Strappi sui jeans, fermagli,  borchie, capelli blu e catene: altri tempi, altre interpretazioni  – ma stessa origine. Ciglia, lunghe ciglia sono disegnate nelle gonne rosa e nelle tutine che Thakoon  disegna per Colette nella collezione Primavera/ Estate 2009 impressione – ossessione? – dal tono Dadaista.

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